domenica 14 agosto 2016

IL RICORDO DI DIO (L’INSEGNAMENTO PIU’ GRANDE) NAAM – AD DHIKR’ULLAH

IL RICORDO DI DIO (L’INSEGNAMENTO PIU’ GRANDE) IL NAAM SIMRAN- AD DHIKR’ULLAH
Tutte le religioni con testi ispirati o rivelati si trovano d’accordo sul fatto che il ricordo del Creatore sia l’insegnamento piu’ grande, il cuore di ogni fede e lo scopo ultimo delle leggi divine.
A sostenere questa tesi troviamo che nell’ebraismo la Torah include il nome benedetto per ben 6.828 volte ed è espresso con quattro consonanti YHWH dette “Tetragramma sacro“, la sua esatta vocalizzazione è oggi sconosciuta, la Sua sacralità si esprime nel non pronunciarlo così com’e’ ordinato infatti in uno dei 10 comandamenti in modo categorico: “Non nominate il nome di Dio invano!”. Il nome di Dio è Santo, si rispetta invocandolo, benedicendolo, lodandolo e glorificandolo. Esso indica la sua essenza stessa e solo il Sommo Sacerdote, nel Tempio di Gerusalemme, poteva pronunciarlo nel giorno di Kippur o espiazione, quando faceva la triplica confessione dei peccati per sè, per i sacerdoti e per la comunità. “Benedetto il Suo Nome glorioso e sovrano per sempre in eterno” esclamavano i sacerdoti ed il popolo quando lo ascoltavano piegando le ginocchia e prostrandosi a terra (Jomà, Vi,2). Al posto del tetragramma, i masoreti (rabbini che trascrivevano la Torah consonantica e che la vocalizzarono interamente) posero sotto le quattro consonanti le vocali della parola “Adonai-Signore” per pronunciarlo. Il Santo Corano lo ripete 2698 volte ed il Guru Granth Sahib 2546. Nel tardo Medioevo i cristiani non essendo più a conoscenza di questo meccanismo di sostituzione lessero le quattro lettere JHWH con le vocali e – o – a, creando così quello sgorbio che è Jehowah o Geova che è durato fino ai nostri giorni” (Mons. Gianfranco Ravasi “Jesus”6/1990).
  Lo stesso amore per il nome del Signore lo si evince dall’esicasmo cristiano in cui viene consigliato quanto segue: “Quindi, seduto in una cella tranquillo, in disparte, in un angolo, fa’ quello che ti dico: chiudi la porta, ed eleva la tua mente al di sopra di ogni oggetto vano e temporale. quindi appoggia la barba sul petto, volgi il tuo occhio corporeo, assieme a tutta la mente, nel centro del tuo ventre, cioè nell’ombelico. Comprimi l’inspirazione che passa per il naso, in modo da non respirare agevolmente ed esplora mentalmente all’interno delle viscere, per trovare il posto del cuore ove sono solite dimorare tutte le potenze dell’animo. Dapprima troverai oscurità e una durezza ostinata, ma, perseverando in quest’opera giorno e notte, troverai, oh meraviglia!, una felicità infinita.”

Evagrio Pontico, un mistico cristiano, precisò che un monaco deve avere il « ricordo di Dio» per respirazione e perseverare in cuor suo nella ricerca del Signore. Controllare i moti dell’ anima e concentrare lo spirito costituiscono i due primi obiettivi per colui che desidera dedicarsi alla preghiera d’invocazione del nome. Non viene precisato se occorra sincronizzare la ripetizione della formula con il ritmo della respirazione. Tale metodo psicofisico come è spiegato e detto nel sito www.esicasmo.it sembra infatti mostrare più di una affinità con le tecniche yoga dell’estremo oriente sia di derivazione indiana (tanta induista), sia di derivazione tibetana e cinese (tantra buddhista, zen, taoismo) che mirano, appunto, alla trasformazione delle energie interne in vista dell’illuminazione e/o della lunga vita. La stessa alchimia occidentale, nel suo risvolto mistico-spirituale, opera con delle tecniche simili che mirano alla trasmutazione delle energie sessuali in vista del cosiddetto “corpo di luce”. Paralleli importanti si ritrovano, infine,
anche nell’ambito della mistica islamica (sufismo) sia sotto il profilo della tecnica (dihkr), che dal punto di vista teorico-concettuale.
Nell’islam il Corano ci indica:
“Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e che ricorda Allah frequentemente” Cor XXXIII, 21
“… coloro che credono che rasserenano i cuori al Ricordo di Allah. In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah” Cor XXIX, 45
“Quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa” Cor XXXIII, 35
“…. Chiedi agli ahlul dhikr quello che non sai“. (Corano 16:43) e (Corano 21:07)
gli ahlul dhikr non sono solo gli Imam benedetti,as, dell’ahlul bayts,as,la famiglia del profeta * bensì sono tutti coloro che sono arrivati a questo stato di ricordo di Dio perenne che ne fa dei veri santi, com’era chiesto anche nella TorahSiate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono Santo” Levitico 19:2
“E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire “. Cor XVIII, 28
Il Dhikr è necessario per tutti i fedeli, una pratica da non abbandonare mai, pena l’indurimento del cuore, e l’indifesa di fronte alle molteplici tentazioni di Satana (che Allah ci protegga da lui).
Le preghiere di ogni religione, i digiuni, le opere buone di carità e i pellegrinaggi passano in secondo piano se prima non c’è il ricordo di Dio nella mente e nel cuore, che deve essere sincronizzato 24 ore su 24 sia in stato di veglia che mentre si dorme, è solo questo l’insegnamento piu’ grande che smuove le coscienze delle persone e fa sì che uno riceva la sakina e si professi vero credente.


Ali ibn Abu Talib (ra) disse: “In verità la conoscenza è la riccezza più preziosa. I possessori di ricchezza sono morti, mentre i possessori del sapere vivono. I corpi degli studiosi sono scomparsi, ma sono ancora presenti nel cuore della gente”                                                      [Adab Al-Dunya Wa Al-Deen, p.48]
Nel Sikhismo, la piu’ giovane delle religioni l’australiano Dya Singh ci spiega che in punjabi il Simran significa meditazione.    Lo scopo principale della meditazione è quello di migliorare la qualità della vita. Questo è possibile se diventiamo regolarmente uno con il nostro spirito interiore /(Atma) che porta all’unione con il ‘Creatore’, la ‘Sorgente dell’Essere’, la ‘fonte dell’esistenza’, più comunemente conosciuta come Waheguru Parmatma (Dio) .  La nostra Atma (anima) è il seme del Parmatma. Il nostro Atma è come l’onda che proviene dal mare, il nostro Dio. È la fiamma che ha origine dal Creatore, momentaneamente prende forma e poi si allontana di nuovo nella sua fonte. Un vero sikh (discepolo) deve studiare / lavorare sodo, guadagnare onestamente da vivere, avere successo, condividere i propri guadagni con chi è nel bisogno e, al tempo stesso, cercare l’illuminazione spirituale, in pratica contribuire positivamente alla società, e non diventando un peso su di essa.

Il Naam è il controllo della forza

Il Naam è la grande forza creativa e di controllo di Dio. Il Naam non ha inizio né fine. E ‘immutabile, antico ed eterno essendo la corrente di vita che pervade l’intera creazione. Se la creazione si ritirasse dal Naam non porterebbe che alla sua decadenza e distruzione.

Gli attributi del Naam

Naam è caratterizzato da ceppi dolci e melodie melodiose e potente luce che può essere vista e sperimentata. Questa corrente del suono è attiva in tutto il creato. Questo è uno dei modi umani che possono avvertire questo fenomeno in sé stessi.

Perché il Naam è inaudibile?

La nostra mente è sempre in uno stato di oscillazione e per tutto il tempo le nostre facoltà mentali sono sempre verso l’esterno nel mondo. Non si riposa mai fino a quando non interiorizziamo la nostra attenzione e permettiamo alla mente di diventare purificata e placata, non possiamo altrimenti ascoltare i riverberi della corrente del suono.

I 5 Shabad (Le 5 melodie)

Il Naam, l’attuale suono primordiale è in realtà solo una vibrazione continua. Tuttavia, come si dimette attraverso i  5 differenti piani di esistenza, con i loro vari gradi di densità, la frequenza delle variazioni del Naam e questo creano le ‘Panj Shabad’, le cinque melodie differenti, che sono contenute all’interno del mantra Sat Naam e sono S, T, N, M e A.
Queste cinque melodie vengono da Dio e diventano i nostri mezzi per riunirci di nuovo con Dio. E ‘questa esperienza interna dei 5 Shabads che hanno ispirato il Guru Sikh e gli Yogi per creare strumenti come il Dilruba, Saranda, Taus, Sitar e Rabab e che hanno ri-creato con vari strumenti i suoni del Naam per consentire alle persone comuni di sperimentare questi suoni.
Bhai Gurdas Ji, il grande filosofo Sikh, ci dice che è solo dopo che si trascende la coscienza dal corpo che si ha contatto con i cinque suoni primari.

I 5 Khands (Piani di Esistenza)

I cinque piani di esistenza sono menzionati alla fine del Jap Ji Sahib che è la prima poesia nella Sacra Scrittura Sikh.                        I cinque piani comprendono:
1) ‘Dharam Khand‘ o il regno dell’azione
2) ‘Gyan Khand‘ o il regno della conoscenza
3) ‘Saram Khand‘ o il regno dell’estasi
4) ‘Karam Khand‘ o il Regno della grazia
5) ‘Sach Khand‘ o il Reame della verità

Relazione tra il Naam, l’Anhad-Bani ed il Gurbani

L”Anhad-Bani’ si riferisce ai cinque suoni primari dell’universo ed all’ipnotismo dei loro suoni quindi, in realtà Anhad-Bani è solo un’altra parola per Naam, che scorre attraverso i vari piani di esistenza.
‘Gurbani’ è composta da due parole, che sono ‘Guru’ e ‘Bani’, che letteralmente significa ‘Verbo del Guru’ simile al biblico “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.”
Gurbani si riferisce ai canti (mantra) della scrittura Sikh ed è il Gurbani che un sikh userà per connettersi all’Anhad-Bani o Naam.

Grandezza del Naam

Nel Sukhmani Sahib, una meditazione per creare la pace della mente contenuta nel Shri Guru Granth Sahib Ji, c’è un riferimento meraviglioso sulla grandezza del Naam:
“Il rosario, la penitenza, la conoscenza ed il pensiero. Lo studio del Shastra, dei simriti e delle sacre scritture. Le pratiche yoga e il compiere riti e rituali. Una vita di solitudine nei profondi recessi dei boschi. Tutti i tentativi di vario tipo, tra cui le opere di carità per il nome e la fama, il taglio degli arti per presunzione. Tutto questo e altro ancora non arrivano fino al merito del Naam. Dice Nanak, un prediletto di Dio è sempre impegnato in comunione con la Parola / Naam “.
Guru Nanak Dev Ji, il primo maestro Sikh enumera, dall’ottava al XI strofa del Jap Ji Sahib, i molti vantaggi che derivano dall’audizione e dall’accettazione del Naam:
In comunione col Naam, si può raggiungere lo status di super-umano con poteri spirituali, l’unione con Dio ed essere alla pari di un maestro di yoga. In comunione col Naam, le regioni terrestri, i cieli e le regioni inferiori si rivelano. In comunione con il Naam si diventa immortali. Dice il devoto Nanak,  Dio vive in estasi perpetua per il Naam che lava via ogni peccato e dolore.

Il percorso più veloce al Nirvana

Guru Nanak Dev Ji ha detto che la pratica del Naam è il metodo più semplice e veloce per l’auto risveglio. Guru Arjan Dev Ji lo conferma dicendo:
“In questa età, il Kirtan (cantando le lodi del Signore), occupa il posto più alto tra le pratiche spirituali.”

Attraversamento dei piani spirituali

E ‘con l’assistenza del Naam che un’anima può passare attraverso le regioni spirituali superiori (Khands). Serve come un sollevatore elettrico che può trasportare in modo sicuro un anelito dello spirito di Dio alla realizzazione della sua vera casa (Sach Khand). I suoni del Naam diventano la “strada di mattoni gialli”, che porta alla via del ritorno a casa.

Controllo delle 10 porte del Corpo

Il corpo umano ha nove porte visibili che comprendono due occhi, due narici, due orecchie, una bocca, un organo sessuale e un retto. La decima porta è nascosta e si trova nella corona. Il Guru Ram Das Ji dice:
“Il Maestro manifesta l’Acqua della Vita (Amrit) al decimo cancello. E l’ascolto della musica divina (Naam) colla quale si è portati ad assoluta immobilità. “

La sede del Naam

Il corpo è il tempio di Dio, perché Dio ha fatto la gente a sua immagine. Un modo che un individuo può sperimentare e diventare uno col Naam e sentire la melodia divina è meditando con particolare attenzione al sesto chakra (centro di energia), noto anche come il terzo occhio sulla fronte, che si trova sul tetto del naso tra e dietro le sopracciglia, mentre ripete un Guru Mantra come “Satnam” o ascoltando e cantando il Gurbani.

Nomi di Dio

Un guru Mantra (canto) può essere utilizzato per la meditazione e ci sono due categorie di guru mantra, che sono in particolare:
1. ‘Karam Naam’ o nomi che sono qualitativi o attributivi in natura come Misericordioso, che tutto Pervade, Compassionevole ecc.  Il più comune utilizzato dai sikh è ‘Waheguru’ che significa ‘Signore Meraviglioso’.
2. ‘Pura Purbala Naam’ o nomi di persone che sono onnicomprensivi, antichi ed eterni. Il nome eterno usato dia sikh è ‘Sat Naam’ che significa ‘La verità è la tua identità’.

Ricevere il Naam dai maestri illuminati

Quando un individuo sceglie di diventare consapevolmente un sikh e brillare come la luce di un puro Khalsa berrà Amrit con cinque sikh battezzati che reciteranno cinque specifiche meditazioni Gurbani al fine di infondereil santo Naam nell’acqua. Questo sarà quindi dato ai nuovi sikh per dare loro un vantaggio nella loro pratica spirituale.

Qual è il momento migliore per meditare sul Naam?

Tutti gli orari sono ottimi per la meditazione, ma Amrit Vela, che è dalle 3:00 fino 06:00, è il migliore e fornirà il più grande frutto. Ciò è dovuto alla serenità dell’ambiente in quel momento della giornata e l’idea che in questo periodo, il potere della meditazione è moltiplicato per molte volte.

Naam in altri sistemi religiosi

Come abbiamo visto precedentemente il Naam non riguarda solo il modo di vivere dei Sikh. Il Naam è antico ed eterno ed è una convinzione di fondo in tutte le principali religioni del mondo. Alcuni esempi di Naam in altre credenze religiose sono riportati di seguito.

Induismo

Gli indù credono che tutta la creazione è stata fatta attraverso il Naad (Naam). Si riferiscono anche al Naad come Akash Bani. Nell’Amritbind Upanishad si legge, “Come il burro nascosto nel latte, la Pura Coscienza risiede in ogni essere. Questo dovrebbe essere costantemente sfornato dalla zangola della mente. “

Buddismo

In un estratto dal Libro tibetano dei morti si legge “… vibrante e abbagliante come fili colorati, lampeggiante, raggiante, trasparente, glorioso e incutere timore … colpirà contro il tuo cuore, così luminoso che l’occhio non può sopportare di guardare su di loro … Beh non ha paura di quella brillante radiosità di cinque colori, nè terrorizzato; ma so che la Sapienza sarà proprio tua. “

Islam
Ali ibn Abu Talib (ra) disse: “In verità la conoscenza è la riccezza più preziosa. I possessori di ricchezza sono morti, mentre i possessori del sapere vivono. I corpi degli studiosi sono scomparsi, ma sono ancora presenti nel cuore della gente”                                                      [Adab Al-Dunya Wa Al-Deen, p.48]

Cosa succede se non si è in comunione col Naam?


La vita umana è sprecata

Guru Nanak Dev Ji dice, “Ognuno nel mondo e’ un unico scommettittore. Desidera solo ottenere gioie materiali e perde così il Naam”
Veri morti
Guru Amar Das Ji dice: «Quella persona sola che si sveglia alla realtà di Dio non può che desiderare e meditare sulla Parola del Maestro. Dice Nanak, quelli che non lo fanno non essendo in comunione col Naam è come fossero già morti”.

Illuminismo e la vita è più difficile

Guru Arjan Dev Ji dice: «Se cantate sempre le lodi di Dio le vostre pene svaniranno. Dimenticando il Naam, dice Nanak, uno è pieno di difficoltà “.
Ricapitolazione finale:
Il Naam non e’ l’esclusiva di nessuna religione in particolare però i sikh sono quelli che piu’ di altri ne fanno l’insegnamento piu’ grande di tutti e questo deve essere, eccone in sintesi i vantaggi che sono:
1. Ti fa adempiere al vero scopo di questa vita in forma umana.
2. Ti aiuta a rimuovere tutti i disturbi fisici, le malattie e le tensioni. è una terapia, ed è Dio il nostro medico.
3. Ti fa più tagliente e più mirato. Ti rafforza la mente.
4. Nel mondo veloce e pazzo di oggi ti allevia lo stress.
5. Migliora la tua vita in generale ed è la chiave per la nostra salvezza.
6. Disegna “buoni elementi” verso di te e scongiura il male.
7. Solleva la tua autostima, ti mette in uno stato di ‘Chardi Kala’ che ti porta il successo nella vita.
 
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